							
{"id":84,"date":"2014-10-11T22:23:37","date_gmt":"2014-10-11T20:23:37","guid":{"rendered":"http:\/\/storymap.nordai.it\/?page_id=84"},"modified":"2015-10-04T12:43:52","modified_gmt":"2015-10-04T10:43:52","slug":"la-storia","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/storymap.nordai.it\/?page_id=84","title":{"rendered":"La storia 2014"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section][et_pb_row][et_pb_column type=&#8221;1_3&#8243;][et_pb_blurb admin_label=&#8221;Blurb&#8221; title=&#8221;La storia di Marco Polo&#8221; url_new_window=&#8221;off&#8221; use_icon=&#8221;on&#8221; font_icon=&#8221;\ue086&#8221; icon_color=&#8221;#4689c7&#8243; use_circle=&#8221;off&#8221; circle_color=&#8221;#4689c7&#8243; use_circle_border=&#8221;off&#8221; circle_border_color=&#8221;#4689c7&#8243; icon_placement=&#8221;left&#8221; animation=&#8221;off&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; \/][et_pb_image admin_label=&#8221;Image&#8221; src=&#8221;http:\/\/i.telegraph.co.uk\/multimedia\/archive\/01967\/marco-polo_1967753c.jpg&#8221; show_in_lightbox=&#8221;off&#8221; url_new_window=&#8221;off&#8221; animation=&#8221;bottom&#8221; sticky=&#8221;off&#8221; \/][et_pb_text admin_label=&#8221;Text&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221;]Fonte: <a title=\"vai al sito\" href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/marco-polo_(Enciclopedia_dei_ragazzi)\/\" target=\"_blank\">Enciclopedia Treccani<\/a>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;2_3&#8243;][et_pb_divider admin_label=&#8221;Divider&#8221; color=&#8221;#ffffff&#8221; show_divider=&#8221;off&#8221; height=&#8221;40&#8243; \/][et_pb_accordion admin_label=&#8221;Accordion&#8221;][et_pb_accordion_item title=&#8221;Un ragazzo in viaggio&#8221;]<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone\" src=\"http:\/\/www.direzimontecchio2.it\/images\/stories\/FOTO_MARCOPOLO\/MARCOPOLO_2.gif\" alt=\"\" width=\"752\" height=\"465\"><\/p>\n<p>Il merito della fama di Marco Polo sta certo nel suo lunghissimo viaggio e nella permanenza di anni in Oriente, in particolare in Cina; ma anche, e forse soprattutto, nel fatto che ne ha lasciato un racconto, in un bellissimo libro noto come Il Milione o anche Il libro delle meraviglie. Il suo fu il primo attendibile e completo resoconto dell\u2019Oriente e il primo contributo alla reciproca conoscenza tra Asia ed Europa.<br \/>\nIn realt\u00e0, non sappiamo quante furono, in passato, le persone che fecero esperienze simili a quelle di Marco Polo, ma che poi non le raccontarono in un diario. Oggi, per noi, \u00e8 come se non esistessero, ma lo stesso Marco, per esempio, racconta di mercanti europei incontrati lungo la strada, e suo padre e suo zio avevano gi\u00e0 fatto da soli un viaggio in Cina di cui non sappiamo quasi niente. La storia delle esplorazioni \u00e8 piena di casi del genere. Noi possiamo solo considerare quelli che hanno lasciato un ricordo, una traccia, ma dobbiamo tenere presente che spesso non furono i soli e che, forse, non furono nemmeno i primi.<\/p>\n<p>Un altro motivo della fama di Marco Polo \u00e8 che fece il suo primo viaggio quando era molto giovane, appena un ragazzo. E probabilmente proprio la sua giovane et\u00e0 gli guadagn\u00f2 la simpatia e la fiducia degli stranieri con cui entr\u00f2 in contatto.[\/et_pb_accordion_item][et_pb_accordion_item title=&#8221;Vita da mercanti&#8221;]Marco nacque a Venezia nel 1254, in una famiglia di mercanti. Il padre, Niccol\u00f2, con i fratelli aveva un\u2019azienda commerciale che importava prodotti dall\u2019Oriente. Una base della ditta di famiglia era a Costantinopoli, un\u2019altra sul Mar Nero, e l\u00ec i fratelli Polo vivevano la maggior parte del tempo, mentre mogli e figli abitavano a Venezia.<\/p>\n<p><strong>Verso il 1265, Niccol\u00f2 e il fratello Matteo fecero un viaggio fino in Cina<\/strong>, &lt;&lt; governata da un imperatore mongolo, Qublai, che li tratt\u00f2 molto bene \u2013 erano i primi europei che conosceva \u2013 e li incaric\u00f2 di portare un messaggio al papa. Finalmente, nel 1269, tornarono a Venezia.<br \/>\nUn paio d\u2019anni dopo, Marco part\u00ec per la Cina con il padre e lo zio, sempre per commercio. I mercanti avevano anche un messaggio di risposta del papa per Qublai.<\/p>\n<p>Il viaggio fu molto lungo, pi\u00f9 di tre anni, e faticoso. Guerre, maltempo, fiumi in piena, una malattia di Marco rallentarono il viaggio, che in condizioni ideali richiedeva molto meno tempo. Lungo la strada e soprattutto in Cina, per\u00f2, i tre veneziani vennero accolti sempre benissimo. I Tatari (o Mongoli) che allora controllavano quasi tutta l\u2019Asia erano, infatti, molto ospitali e rispettosi degli stranieri, e interessati a commerciare.<br \/>\nQublai ebbe molta simpatia per Marco, un ragazzo sveglio che imparava rapidamente le lingue, e lo prese come collaboratore. L\u2019imperatore l\u2019incaric\u00f2 di una serie di visite ufficiali in molte parti dell\u2019Impero, per controllare l\u2019amministrazione e studiare e risolvere vari problemi, e lo nomin\u00f2 anche governatore di una citt\u00e0.<\/p>\n<p>Marco ebbe insomma la possibilit\u00e0 di viaggiare a lungo per l\u2019impero di Qublai, soprattutto in Cina, ma anche in Birmania, India, Indonesia, Persia, come altissimo funzionario imperiale, spesso con incarichi delicati, come far rispettare gli ordini dell\u2019imperatore o stabilire accordi con i re soggetti all\u2019imperatore.[\/et_pb_accordion_item][et_pb_accordion_item title=&#8221;Il libro delle meraviglie&#8221;]<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone\" src=\"http:\/\/www.letteratu.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/Caravane_Marco_Polo.jpg\" alt=\"\" width=\"2195\" height=\"1684\"><\/p>\n<p>Marco torn\u00f2 a Venezia solamente nel 1295, a quarant\u2019anni circa, dopo aver vissuto diciassette anni in Cina, cio\u00e8 quanto in patria prima di partire, e altri sei o sette anni in viaggio.<\/p>\n<p>Poco dopo prese parte a una battaglia navale tra Veneziani e Genovesi e fu fatto prigioniero. Forse per suggerimento dei Genovesi, che erano molto interessati a fare concorrenza ai Veneziani sui mercati asiatici, Marco Polo si convinse a usare il tempo della prigionia per scrivere il racconto dei suoi viaggi, che sarebbe stato molto utile ai mercanti. Ma non lo scrisse direttamente. Suo compagno di prigionia era un letterato pisano, Rustichello, specializzato in poemi cavallereschi in francese, che era una lingua di gran moda per quel genere di storie. Marco gli raccont\u00f2 il viaggio e Rustichello lo scrisse in una forma letteraria: cos\u00ec il libro ha, in pratica, due autori. Il Milione ebbe un grandissimo successo: se ne fecero immediatamente traduzioni in varie lingue, riduzioni, adattamenti, e il libro \u2013 manoscritto, perch\u00e9 la stampa in Europa non era stata ancora inventata, mentre in Cina s\u00ec \u2013 circol\u00f2 in un enorme numero di copie.<\/p>\n<p>Nel 1299 Marco fu liberato e torn\u00f2 a Venezia, dove riprese a fare il mercante senza pi\u00f9 viaggiare lontano, si spos\u00f2 ed ebbe tre figlie. Mor\u00ec nel 1324, ma non ebbe, a quanto pare, la soddisfazione di essere davvero creduto dai suoi concittadini: si dice che perfino in punto di morte gli venne chiesto di confessare che aveva raccontato molte bugie ed esagerazioni&#8230; e forse il soprannome con cui veniva chiamato a Venezia (Milione, appunto, che poi pass\u00f2 come titolo al suo racconto) si riferiva proprio all\u2019incredulit\u00e0 che le sue storie provocavano negli ascoltatori.[\/et_pb_accordion_item][et_pb_accordion_item title=&#8221;L\u2019Asia di Marco&#8221;]Il racconto di Marco Polo, invece, \u00e8 stato poi verificato su altri documenti, come gli archivi cinesi, ed \u00e8 esatto a proposito di luoghi e popolazioni, usanze ed eventi, organizzazione dell\u2019Impero e personaggi. Le sue sono le notizie, pratiche ed essenziali, di un mercante che si \u00e8 trasformato in funzionario, e non lasciano molto spazio alla fantasia. Alcune \u2018esagerazioni\u2019 dipendono dalla forma che Rustichello aveva dato al racconto, per renderlo pi\u00f9 attraente, altre sembravano tali per l\u2019incredulit\u00e0 dei lettori: per esempio, nel libro si parla di palazzi o di intere citt\u00e0 dai tetti \u00abtutti d\u2019oro\u00bb, che \u00e8 un\u2019esagerazione, mentre \u00e8 vero che in Oriente si usava (e si usa ancora) rivestire con una sfoglia d\u2019oro i tetti degli edifici importanti. O si racconta di eserciti di centinaia di migliaia di soldati e di citt\u00e0 con milioni di abitanti: cose che nell\u2019Europa di allora, che aveva una popolazione scarsa e dove le citt\u00e0 erano molto piccole, erano lontanissime dall\u2019esperienza e sembravano inverosimili, ma che per la Cina erano esatte.<\/p>\n<p>Oppure si spiega che per moneta veniva utilizzato qualcosa di simile alle banconote, e in Europa sembrava ridicolo che qualcuno accettasse di farsi pagare con pezzi di carta, invece che con pezzi d\u2019oro o d\u2019argento sonante: ma era proprio cos\u00ec.<\/p>\n<p>Molte delle informazioni di Marco Polo costituiscono le prime vere notizie arrivate in Occidente sull\u2019Asia. Soltanto nell\u2019Ottocento alcuni studiosi cercarono conferme certe al racconto: e scoprirono che le notizie che conteneva erano tutte pi\u00f9 o meno vere. In Oriente, invece, Marco ebbe tutta la fiducia che meritava.<\/p>\n<p>In fondo, Marco fu poco creduto perch\u00e9 il suo libro parla di una civilt\u00e0 molto evoluta, di una societ\u00e0 ottimamente organizzata, di un governo attento ed efficace, di una tecnologia sviluppata, e tutto questo a proposito di popoli che gli europei consideravano invece barbari della peggior specie.<br \/>\nQuello che sembrava impossibile, cio\u00e8, era che ci fosse al mondo un popolo non europeo capace di comportarsi in maniera cos\u00ec civile.<br \/>\nMarco Polo e gli altri<\/p>\n<p>Qualcuno, comunque, credette ai racconti di Marco: Cristoforo Colombo, per esempio, consider\u00f2 Il Milione una fonte affidabile e fondamentale, e quando arriv\u00f2 in America (convinto che fosse, invece, l\u2019Asia) chiese dove poteva trovare il Gran Can, l\u2019imperatore della Cina. Alla descrizione geografica di Marco credettero anche molti autori di carte geografiche: esistono diversi atlanti e mappamondi del Trecento e del Quattrocento che riprendono con molta attenzione quei nomi di citt\u00e0 e regioni, che per primo Marco Polo aveva fatto conoscere in Europa.<\/p>\n<p>Altri scrittori di viaggio, magari senza credere molto al racconto di Marco, lo sfruttarono per costruire racconti di viaggi fasulli: per esempio, in un libro di viaggio di grandissimo successo, scritto qualche decennio pi\u00f9 tardi da un cavaliere (John Mandeville), che in realt\u00e0 forse era arrivato in Terrasanta, ma che pi\u00f9 probabilmente non si era mai mosso dall\u2019Europa, una delle fonti pi\u00f9 copiate \u00e8 proprio Il Milione, le cui informazioni sono mescolate con leggende antiche, storie da marinai, pezzi di altri racconti di viaggio \u2013, e nessuno se n\u2019accorse per secoli.[\/et_pb_accordion_item][\/et_pb_accordion][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><div class=\"et_pb_section et_pb_section_0 et_section_regular\" >\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t<\/div><div class=\"et_pb_row et_pb_row_0 et_pb_row_empty\">\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t<\/div>Fonte: Enciclopedia Treccani Il merito della fama di Marco Polo sta certo nel suo lunghissimo viaggio e nella permanenza di anni in Oriente, in particolare in Cina; ma anche, e forse soprattutto, nel fatto che ne ha lasciato un racconto, in un bellissimo libro noto come Il Milione o anche Il libro delle meraviglie. 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